gli idealismi dei figli di papà

 

Eccoli li,

padre imprenditore, ricchissimi, vissuti nel lusso sin dal primo vagito…

E’ facile vivere di ideali se c’è chi ti riempie il portafogli…

Quante belle parole pro/prolatariato vengono dette prima di ritirarsi nel proprio loft…

“sono contro il consumismo” dicono mentre fanno la fila alla posta per pagare l’assicurazione di macchina e moto…

“il problema è che le famiglie non arrivano a fine mese” bosbottano facendo il quinto check in del mese per approdare nell’albergo di qualche capitale…

Le parole sono belle. Le parole sono puttane.

Le persone non arrivano “davvero” a fine mese, ecco perchè non si permettono più il “lusso” degli ideali.

Le elezioni avevano parlato chiaro: ai margini tutti i voli pindarici di destra e sinistra…

avete letto i programmi? dicono le stesse cose…

il NO CAV è stato un altro grido dei figli di papà.

Non è tutto sbagliato quel che viene detto ma il problema è che a dirlo è la gente sbagliata…

La gente non crede più a chi, grazie a quel che dice, guardagna milioni su milioni (chi con spettacoli, chi con libri);

La gente è stanca delle volgarità dette da qualche pariolina che non accetta la propria inferiorità in una famiglia di artisti e crede che spararla più grossa possa suscitare più grasse risate.

Una legge, il presidente della Repubblica, può rimandarla indietro una sola volta… sarebbe tenuto ad accettare qualcunque cosa la seconda…è abc costituzionale…

E’ stato solo fatto il gioco di chi, oggi, è il “divo” incontrastato… ma forse a loro conviene…con lui si guadagna di più…

Che i “figli di papà” iniziassero a mangiare con il sudore della propria fronte… solo allora, se ne avessero ancora fede e voglia, potrebbero permettersi il “lusso” degli ideali”…

il tuttol’ago.

~ di iltuttolago su Luglio 14, 2008.

2 Risposte to “gli idealismi dei figli di papà”

  1. Caro Ago, non sono per niente d’accordo.
    Io a Piazza Navona ero presente e mi dispiace che tu non abbia partecipato.
    Ti saresti reso conto che non si manifestava per fumosi ideali, tanto meno per quelli comunisti.
    Non c’è stato un solo ospite di estrazione comunista o che si possa definire tale a parlare sul palco.
    Se avessi ascoltato gli interventi della piazza dal vivo, non come te li hanno raccontate le televisioni, avresti compreso che proprio le difficoltà economiche degli italiani erano al centro della protesta.
    Il punto chiave del No Cav era proprio questo: le famiglie non arrivano a fine mese, ma il Parlamento per settimane è stato impegnato, per volontà esclusiva del presidente del consiglio imputato, di approvare un decreto legge d’urgenza (tale “salvaprocessi”) che sospendeva per un anno più di 100.000 processi (parole dell’Anm) per sospenderne uno solo: il processo a Berlusconi sull’avvocato Milss per corruzione di testimone in atti giudiziari.
    Oggi per fortuna quella norma non ci sarà più perchè è stata sostituita dal lodo Alfano, che prevede l’immunità per le 4 più alte cariche dello Stato.
    Un’altra legge inutile che serve soprattutto a quella più bassa, il premier.
    Il presidente della Repubblica non può firmare la legge finchè dimostra gravi requisiti di incostituzionalità, come il Lodo Alfano, che viola l’articolo 3 della Costituzione, che recita “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”. Napolitano purtroppo la firmerà lo stesso, e da qui gli inviti sul palco a rifiutarsi.
    A parte la lunga premessa, la manifestazione è stata indetta proprio per protestare contro queste leggi assurde, che non hanno nessun requisito di necessità e d’urgenza, mentre l’Italia va a fondo e avremmo bisogno di un governo che si occupi dell’economia e delle difficoltà degli italiani, invece di impegnare il parlamento per i processi del presidente del consiglio.
    Un piccolo inciso, da amico e collega:
    la prossima volta vieni in piazza con me e ti accorgerai di quanto lontano dalla realtà sono le cose che hai scritto in questo post.

    Con stima e affetto.

  2. Ovviamente la Costituzione afferma che il Presidente della Repubblica è costretto a promulgare la legge anche se non ci saranno modifiche dopo il rinvio al Parlamento per un riesame. Ma un primo rifiuto ha un valore simbolico importante, perchè dimostra che la legge in questione viola alcuni principi.
    Il ruolo dei cittadini preparati, onesti e impegnati, non può che essere quello di vigilare sulle leggi del Parlamento e indignarsi se queste violano la Costituzione.
    Ma per vigilare bisogna essere informati, e purtroppo non è lusso di tutti. A questo servirebbero i giornali e le tv, ma lasciamo perdere.
    Se poi qualche bravo giornalista ha il merito di scrivere libri che molte persone leggono, e grazie a questo ne ricava un giusto guadagno frutto del proprio lavoro, non vedo quale sia lo scandalo.
    Sarebbe meglio occuparsi di chi fa soldi in modo illecito (e sono tanti) o facendo cose che migliorano poco la vita culturale e sociale delle persone, se non proprio danneggiarla.

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